Irvin D. Yalom Quote
«Quello che mi colpisce» disse Ernest «è che abbia perso qualunque prospettiva. È così preso da tutti questi eventi e sentimenti che ha cominciato a identificarsi con essi. Dobbiamo trovare un modo per aiutarlo a prendere un po’ di distanza da sé. Dobbiamo aiutarlo a vedersi da lontano, persino da una prospettiva cosmica. È esattamente quello che stavo cercando di fare con lei, Carolyn, ogni volta che le chiedevo di esaminare qualcosa preso dall’ammasso di eventi della sua vita. Il suo cliente è diventato queste cose: ha perso il senso di un io persistente che sperimenta questi eventi per una piccola frazione della sua esistenza. E quel che peggiora le cose è che il suo cliente ritiene che la sua attuale disgrazia diventerà una condizione permanente nel futuro. Naturalmente questo è un elemento caratteristico della depressione, una combinazione di tristezza e pessimismo».«Come si fa a interrompere questo meccanismo?»«Ci sono parecchie possibilità. Da quel che mi ha detto, per esempio, è chiaro che per l’identità di questa persona il conseguimento di un risultato e la sua efficacia sono centrali. In questo momento deve sentirsi assolutamente indifeso, e terrorizzato per questa condizione. È successo che potrebbe avere perso di vista il fatto che ha delle scelte, e che queste scelte gli danno il potere di cambiare. Dev’essere aiutato a comprendere che la situazione difficile in cui si trova non è il risultato di un destino predeterminato, ma delle sue scelte: per esempio quella di venerare il denaro. Una volta accettato che è lui l’artefice della propria situazione, sarà anche possibile condurlo alla comprensione del fatto che ha il potere di uscirne: sono state le sue scelte a portarlo dov’è, saranno le sue scelte a tirarlo fuori da lì.«Oppure» continuò Ernest, «probabilmente ha perso di vista la naturale evoluzione del suo turbamento attuale, che esiste in questo momento, ma ha avuto un inizio e avrà una fine. Lei potrebbe persino rivisitare le volte, in passato, in cui il suo cliente ha provato questa stessa rabbia e turbamento, e aiutarlo a ricordare il modo in cui quel dolore è svanito, così come il dolore presente, a un certo punto, si tramuterà in un ricordo sbiadito».
«Quello che mi colpisce» disse Ernest «è che abbia perso qualunque prospettiva. È così preso da tutti questi eventi e sentimenti che ha cominciato a identificarsi con essi. Dobbiamo trovare un modo per aiutarlo a prendere un po’ di distanza da sé. Dobbiamo aiutarlo a vedersi da lontano, persino da una prospettiva cosmica. È esattamente quello che stavo cercando di fare con lei, Carolyn, ogni volta che le chiedevo di esaminare qualcosa preso dall’ammasso di eventi della sua vita. Il suo cliente è diventato queste cose: ha perso il senso di un io persistente che sperimenta questi eventi per una piccola frazione della sua esistenza. E quel che peggiora le cose è che il suo cliente ritiene che la sua attuale disgrazia diventerà una condizione permanente nel futuro. Naturalmente questo è un elemento caratteristico della depressione, una combinazione di tristezza e pessimismo».«Come si fa a interrompere questo meccanismo?»«Ci sono parecchie possibilità. Da quel che mi ha detto, per esempio, è chiaro che per l’identità di questa persona il conseguimento di un risultato e la sua efficacia sono centrali. In questo momento deve sentirsi assolutamente indifeso, e terrorizzato per questa condizione. È successo che potrebbe avere perso di vista il fatto che ha delle scelte, e che queste scelte gli danno il potere di cambiare. Dev’essere aiutato a comprendere che la situazione difficile in cui si trova non è il risultato di un destino predeterminato, ma delle sue scelte: per esempio quella di venerare il denaro. Una volta accettato che è lui l’artefice della propria situazione, sarà anche possibile condurlo alla comprensione del fatto che ha il potere di uscirne: sono state le sue scelte a portarlo dov’è, saranno le sue scelte a tirarlo fuori da lì.«Oppure» continuò Ernest, «probabilmente ha perso di vista la naturale evoluzione del suo turbamento attuale, che esiste in questo momento, ma ha avuto un inizio e avrà una fine. Lei potrebbe persino rivisitare le volte, in passato, in cui il suo cliente ha provato questa stessa rabbia e turbamento, e aiutarlo a ricordare il modo in cui quel dolore è svanito, così come il dolore presente, a un certo punto, si tramuterà in un ricordo sbiadito».
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Embrace who you are and your divine purpose. Identify the barriers in your life, and develop discipline, courage and the strength to permanently move beyond them, and keep moving forward.