J.R. Ward Quote
Le si raggelò il sangue nelle vene. Zanne. Due lunghi canini spiccavano in mezzo agli altri denti. Aveva le zanne. Doveva essersi lasciata sfuggire un'esclamazione perché lui farfugliò: «Te l'avevo detto di non guardare.»«Dio santo» mormorò lei. «Dimmi che sono finte.»«No, non lo sono.»Mary indietreggiò lentamente fino a toccare il muro. «Ma tu che cosa... sei?» chiese con voce strozzata.«Niente sole. Strani dentacci.» Rhage trasse un profondo respiro. «Prova un po' a indovinare.»
J.R. Ward
Le si raggelò il sangue nelle vene. Zanne. Due lunghi canini spiccavano in mezzo agli altri denti. Aveva le zanne. Doveva essersi lasciata sfuggire un'esclamazione perché lui farfugliò: «Te l'avevo detto di non guardare.»«Dio santo» mormorò lei. «Dimmi che sono finte.»«No, non lo sono.»Mary indietreggiò lentamente fino a toccare il muro. «Ma tu che cosa... sei?» chiese con voce strozzata.«Niente sole. Strani dentacci.» Rhage trasse un profondo respiro. «Prova un po' a indovinare.»
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Some people live disconnected, in a world of their own. Their wishful thinking represents their sole veracity. But when the mirror smashes the reflection of their delusion, it will not falter to talk...
Erik Pevernagie
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people, world, reflection, mirror, wishful thinking, delusion, veracity, own, sole, disconnected